I 20 migliori dischi DEATH METAL del 2018

A cura di Apparizione79

Quest’anno mi è risultato relativamente semplice selezionare 20 dischi tra tutti quelli usciti nel corso del 2018, avendo già scritto mensilmente di death metal. E’ stato più semplice ma non scontato: da un lato, mi sono accorto di essere stato attento nella stesura delle mie classifiche mensili (almeno dal mio punto di vista) non avendo bocciato album che in precedenza avevo promosso o viceversa; dall’altro è stato tutt’altro che scontato scegliere le posizioni.


Il primo posto, come lo scorso anno, è stato attribuito ad un disco che, secondo me, in qualche modo rappresenta al meglio il death metal del 2018: un disco non soltanto evocativo del passato, ma nemmeno soltanto rivolto al presente e al futuro. Un disco che ha nel suo DNA la lunga e, per gli appassionati, bellissima storia di questo genere di musica così particolare e poco conosciuto.

La scelta, poi, come sempre, è anche figlia di passioni personali e ragionamenti individuali: tuttavia, spero di aver fatto cosa gradita a tutti con il mio sforzo, sperando di aver incluso ciò che effettivamente rappresenta il meglio del genere e sperando di non aver dimenticato niente e nessuno: come scrivono le band death metal nei ringraziamenti, quelle parti del libretto del cd che solo noi metallari leggiamo con cura ed attenzione, nel caso ciò fosse accaduto, me ne scuso in anticipo.

Consigliamo l’ascolto di questa playlist di Spotify per la lettura.



1 . Monstrosity – Passage of Existence – Metal Blade

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Forse non saranno in molti a mettere il disco dei Monstrosity al primo posto della propria personale classifica dei migliori lavori dell’anno: tuttavia, non dobbiamo dimenticarci che stiamo parlando di death metal e, secondo me, nessun album incarna in modo più compiuto di “Passage of existence” i requisiti che un prodotto appartenente al genere deve possedere.
Lavoro di potenza sontuosa, profondità e sentimento, credo che i mostri sacri floridiani, seppur protagonisti di una carriera poco produttiva, abbiano aggiunto un tassello importante alla storia del genere, suonando un death metal compiuto, sensato, moderno e antico allo stesso tempo. Poderoso. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Settembre.

Migliori songs:
Valedictorian: “Cosmic pandemia”.
Honor roll: “Solar vacuum”; “The hive”.



2 . Unleashed – The Hunt For The White Christ – Napalm Records

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Grande ritorno per una delle band più importanti di tutto il movimento, un disco che si colloca di diritto nell’olimpo del 2018 per performance complessiva dei musicisti, varietà compositiva, potenza assoluta della proposta.
Gli svedesoni Unleashed hanno viaggiato a lungo nei mari tempestosi del death metal senza mai perdere un colpo e, oggi, raggiungono un livello difficilmente migliorabile: death metal possente, moderno, registrato alla grande, disco da non lasciarsi sfuggire. Monumentale. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Ottobre.

Migliori songs:
Valedictorian: “Stand your ground”
Honor roll: “Lead us into war”; “They rape the land”.



3 . Necrophobic – Mark of the Necrogram – Century Media

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Altro lavoro sontuoso proveniente dalla grande madre Svezia, estrememente prolifica nell’anno del signore 2018: i Necrophobic viaggiano a cavallo tra il death e il black con quello stile furioso e melodico che sono tra i pochi a saper interpretare senza essere mai scontati, manierosi o noiosi. I fasti del passato rivivono oggi in dischi come “Mark of the necrogram”, nei quali la classe cristallina dei musicisti è capace di tessere una tela compositiva di violenta melodia che ci lascia di stucco dall’inizio alla fine. Immortale. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Febbraio.


Migliori songs:
Valedictorian: “Sacrosanct”.
Honor roll: “Odium caecum”; “Lamasthu”.



4 . Bleeding Gods – Dodekathlon – Nuclear Blast

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E’ passato quasi un anno dall’uscita del disco degli olandesi Bleeding Gods e tutto il materiale ascoltato dopo di loro non è riuscito a scalzarli dai primi posti della mia classifica: death metal di stampo brutale, impreziosito da una vena tastierosa che rende il tutto atmosferico, intrigante e demoniaco.
Pezzi suonati a velocità spaventose, capaci di massacrare l’ascoltatore con la potenza del sound e con la varietà della proosta compositiva: grande album, un must da possedere, ascoltare, ascoltare e riascoltare. Granitico. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Gennaio.


Migliori songs:
Valedictorian: “Inhuman humiliation”.
Honor roll: “Multiple decapitation”; “Birds of hate”.



5 . Wombbath – The Great Desolation – Soulseller Records

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Questi giovani svedesi sono ormai uno dei nomi più importanti della nuova ondata di bands che propongono la moderna rivisitazione del tremolante suono swedish in chiave più moderna e aggressiva, con la ricerca assidua della potenza assoluta e quella capacità di regalare pezzi di totale ferocia melodica.
I Wombbath mi sono sempre piaciuti e, con il presente disco, giungono alla performance più convincente e sentita della loro, ormai significativa, carriera: album di poderoso death metal scandinavo del nuovo millennio nella sua massima espressione. Possente. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Giugno.

Migliori songs:
Valedictorian: “Hail the obscene”.
Honor roll: “Cold steel salvation”; “Born of filth”.



6 . Carnation – Chapel Of Abhorrence – Season Of Mist

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L’old school europeo è tra noi e non ha intenzione di cedere il passo: per merito dei belgi Carnation, qui all’esordio in un full lenght, il genere a noi tanto caro continua a tempestare le nostre vite con il classico tumpa tumpa di stampo scandinavo, i riffs a ripetizione e le staccate che hanno reso famoso il nostro vecchio caro death metal.
Siamo fatti così: non riusciranno mai a convincerci, saremo sempre dalla stessa parte, dalla parte del nostro vecchio stile musicale, dalla parte di band come i Carnation che hanno la capacità di non tradirlo per nessuna ragione al mondo. Commovente. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Luglio/Agosto.

Migliori songs:
Valedictorian: “Magnum chaos”.
Honor roll: “Chapel of abhorrence”; “The unconquerable sun”.



7. Demonical – Chaos Manifesto – Agonia Records

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Altro masterpiece svedese: era primavera quando per la prima volta ho sparato nel mio stereo il disco dei Demonical restandone entusiasta. E tante primavere passeranno, se Dio vorrà, nelle quali prodotti come questo susciteranno il nostro godimento: godremo nell’assaporare la potenza che queste band sono in grado di proporre, nel compiacerci della capacità esecutiva e compositiva che questo tipo di musica ha raggiunto. Per adesso non possiamo far altro che rendere onore ad una delle band svedesi più underground di tutto il panorama. Fiero. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Marzo.

Migliori songs:
Valedictorian: “A void most obscure”.
Honor roll: “Valkommen undergang”; “Torture parade”.



8 . Skeletal Remains – Devouring Mortality – Dark Descent Records

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Grandissimo album di death metal classico di stampo americano: per quanto mi riguarda potrei benissimo mettere questo disco tra i primi tre migliori lavori in assoluto dell’anno, ma la ricerca di una sana obiettività me lo deve far collocare qualche gradino più indietro.
I nostri sono maestri del riff, dell’atmosfera putrida stile Obituary e primi Death, suonano con sentimento e passione il genere che tutti noi amiamo: album da non perdere per tutti i veri appassionati, per quelli che sono ancorati agli anni novanta, per quelli che rimpiangono la numerazione da 1 a 11 e le partite alla domenica pomeriggio, per quelli che ricordano il giorno della morte di Cobain.
Per quelli che amano il death metal e ne ricordano le origini. Evocativo. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Aprile.

Migliori songs:
Valedictorian: “Parasitic horrors”.
Honor roll: “Catastrophic retribution”; “Grotesque creation”.



9 . Tribulation – Down Below – Century Media

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I ricordi, a volte, ci rendono tristi e malinconici; e la musica, in qualche modo, ha questo potere, soprattutto la musica che amiamo e che ci rammenta di quando, da ragazzi, ascoltavamo quei pezzi che ci facevano sognare o prendevamo parte a serate e concerti con uno spirito da pionieri della vita che non rivivremo più.
I Tribulation hanno la capacità di suonare un death metal melodico ed evocativo, figlio di una grande scuola nata nella loro terra di origine, la Svezia: albun da apprezzare nel profondo, da dedicare ai nostri lati più oscuri e solitari, suonato da una band che ha raggiunto livelli composititvi ed esecutivi di inarrivabile tristezza. Malinconico. Leggi di più sull‘Angolo della Morte di Gennaio.

Migliori songs:
Valedictorian: “Lady death”.
Honor roll: “Cries from the underworld”; “Here be the dragons”.



10 . Memoriam – The Silent Vigil – Nuclear Blast

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Dopo aver vinto la mia personale classifica del 2017, i Memoriam scivolano al decimo posto, non tanto perchè la presente proposta sia inferiore per qualità o esecuzione alla precedente, ma soprattutto perchè troppo ravvicinata nel tempo.
Non amo la iperproduttività: le band devono avere la flemma e la capacità di farsi attendere per periodi di tempo ragionevoli, in modo che cresca il nostro desiderio di ascoltare qualcosa di nuovo; tuttavia, il mitico Karl Willets e i suoi ci sanno sempre fare e gli eredi dei Benediction sono sempre tra le migliori offerte del panorama classic death metal. Sound sontuoso e testi politicizzati, il marchio di fabbrica dei Memoriam è ormai ben scolpito nelle tavole della legge del genere. Fondamentale. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Marzo.

Migliori songs:
Valedictiorian: “Nothing remains”.
Honor roll: “Souless parasite”; “The new dark ages”.



11 . Coffin Birth – The Serpent Insigna – Time To kill Records

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Supergruppo italo-maltese che segna il suo passo d’esordio nello scorso mese di novembre: in un’annata in cui le band italiche più importanti sono restate in silenzio, escono allo scoperto questi Coffin Birth ed entrano di diritto tra le migliori sorprese dell’anno.
Brutal tecnico in vena Cannibal, ma di quelli ispirati, potenza granitica e furia assassina, il prodotto soddisferà e parecchio le orecchie di coloro che sono maggiormente dediti a sonorità senza compromessi. Devastante. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Novembre.

Migliori songs:
Valedictorian: “The 13th apostle”
Honor roll: “Casket ritual”; “From the dead to the dead”.



12 . Gruesome – Twisted Prayers – Relapse

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Grande ritorno per i cloni dei Death: i Gruesome suonano in maniera eccellente una musica pesantemente derivativa dai maestri del passato; ne esce un lavoro che non può restere inosservato per capacità esecutiva, ricerca del riff e dedizione maniacale nella riproduzione di quel sound di una volta che ha fatto grande il genere.
Chi ama il death metal non deve lasciarsi scappare nemmeno una delle note che i Gruesome sono stati in grado di mettere dentro questo disco. Classico. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Giugno.

Migliori songs:
Valedictorian: “Crusade of brutality”.
Honor roll: “A waste of life”; “Lethal legacy”.



13 . Revocation – The Outer Ones – Metal Blade

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Eccellente ritorno per una delle band più interessanti del movimento death progressive melodico: i nostri sono in grado di avvicinatre sonorità trash estremamente aggressive con melodie che richiamano addirittura composizioni di derivazione jazz.
Date fiducia a questo disco e non resterete delusi: siamo di fronte agli eredi dei Nocturnus e degli Atheist, ad una band con caratteristiche underground capace di suonare con maestria e convinzione una musica difficile, un sottogenere complesso all’interno di un genere, il death metal, tra i più complessi dell’intero panorama metallico. Complicato. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Settembre.

Migliori songs.
Valedictorian: “Luciferous”.
Honor roll: “Of unwordly origin”; “The outer ones”.



14 . At The Gates – To Drink From The Night Itself – Century Media

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Mi sono già dilungato su quanto per me abbiano rappresentato gli At The Gates; forse non solo per me, ma per tutto il movimento, intendo solo dire che io appartengo alla categoria (direi più numerosa dell’altra) di coloro che li amano.
Tuttavia, il presente sforzo, dopo un pò di ascolti, finisce per non occupare i gradini più alti del podio: è un eccellente lavoro, in perfetto stile At The Gates, ma non può non essere paragonato a ciò che di mirabile la band ha fatto in passato e, quindi, essere sopravanzato nelle mie preferenze da altre proposte più sigificative.
Ascoltate T.D.F.T.N.I. senza pregiudizi, come ho fatto io, e concluderete che è un ottimo disco di death metal melodico, capace di rievocare, senza tuttavia eguagliarle, le atmosfere del grande e inarrivato “Slaughter of the soul”. Storico. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Maggio.

Migliori songs:
Valedictorian: “Palace of lepers”.
Honor roll: “To drink from the night itself”; “In nameless sleep”.



15 . Hate Eternal – Upon Desolate Sands – Season Of Mist

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Band che ha sempre scontato un pesante tributo musicale ai cugini più famosi Morbid Angel, gli Hate Eternal, con questo disco, raggiungono la maturità.
Album solido e possente, che propone un bel death metal sparato, diretto, dalle idee chiare e dedito alla brutale possenza del riff: gli Hate Eternal mettono sul campo tutta la classe ed esperienza accumulate in anni di carriera, come quei vecchi marpioni dell’area di rigore che un tempo esordivano in serie A in tarda età e non solo non sfiguravano, ma la buttavano anche dentro come avevano imparato a fare nelle serie minori dove avevano sempre giocato; così gli Hate Eternal oggi sono in grado di essere finalmente considerati una delle band di riferimento del movimento dopo tanti anni passati nelle retrovie. Glorioso. Leggi di più sull‘Angolo della Morte di Ottobre.

Migliori songs:
Valedictorian: “Upon desolate sands”.
Honor roll: “The violent fury”; “Nothingness of being”.



16 . Skinless – Savagery – Relapse

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Ecco una band storicamente dedita al brutal death americano che cambia pelle, regalandoci una sorprendente e positiva evoluzione verso sonorità maggiormente volte allo stacco lento, alla ricerca di linee sonore più complesse e figlie di un death metal di stampo decisamente evoluto.
Sono sempre stato un fan degli Skinless, fin da quando, alle origini e in tempi anche recenti, suonavano il loro classico death brutale tanto caro alle band della loro area geografica; tuttavia, non posso fare a meno di segnalare un prodotto che, di sicuro, potrebbe scontentare alcuni oltranzisti seguaci della band, ma che non può assolutamente passare inosservato. Evoluzionista. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Maggio.

Migliori songs:
Valedictorian: “Savagery”.
Honor roll: “Skull session”; “Exacting revenge”.



17 . Psycroptic – As The Kingdom Drowns – Prosthetic Records

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I ragazzi della Tasmania non sarebbero mai entrati nella mia personale classifica prima del varo del presente disco: nulla contro la precedente produzione che varia tra l’eccellente e l’ottimo, ma la proposta odierna è di tutt’altro spessore.
I nostri riescono nell’intento, difficilissimo per le band tech-death, di suonare con sentimento un genere che rischia sempre di sfociare verso sonorità compicate e verso il compiacimento per l’esecuzione chirurgicamente asettica.
Il sound dei nostri va apprezzato quale figlio di un’importante evoluzione, siamo davanti ad uno dei dischi che più ho apprezzato nella seconda parte dell’anno; la posizione in classifica potrebbe essere anche più alta se non fosse che il genere lascia sempre un pò troppo spazio alla tecnica (che qui è tra le migliori espresse sull’intero pianeta, tuttavia) a discapito del cuore. Chirurgico. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Ottobre.

Migliori songs:
Valedictorian: “Frozen gaze”.
Honor roll: “We were the keepers”; “As the kingdom drowns”.



18 . Fleshworks – Engine Of Perdition – Apostasy Records

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Prodotto underground tedesco che ha suscitato, e tutt’ora, a distanza di 10 mesi dall’uscita, continua a suscitare il mio interesse: vi consiglio di non sorvolare sulla potenza sonora messa in atto dai nostri, capaci di suonare da maestri il nostro caro death metal, senza sbavature e con enorme ispirazione, nonostante siano prodotti da una piccola label e non appartengano ai nomi che girano nel circolo bene del death metal.
I nostri saranno pure dei vecchi bevitori di birra, ma sanno suonare la nostra musica con sentimento e capacità: il disco merita attenzione, sia per rendere onore a chi lo ha suonato, sia per non dimenticarci delle band che, quotidianamente e con passione, popolano l’immenso underground che nutre il death metal. Sotterraneo. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Marzo.

Migliori songs:
Valedictorian: “Dead men working”.
Honor roll: “Acclamation to deprivation”; “Walk the purgatory lane”.



19 . Abolishment Of Flesh – The Inhuman Conditions – Unholy Anarchy Records

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Band che è capace di suonare un brutal death pesantemente influenzato dalle band americane provenienti dal deserto del sud-ovest degli States mescolato con sonorità quasi melodiche di stampo svedese.
Un prodotto particolare, assassino e allo stesso tempo evocativo; brutale ma ragionato.
Una delle band emergenti, a mio modo di vedere, più interessanti che l’anno appena trascorso ci ha regalato. Desertico. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Aprile.

Migliori songs:
Valedictorian: “The suffering”.
Honor roll: “Inhuman anatomy”; “Lack of emotions”.



20 . Sadistik Forest – Morbid Majesties – Transcending Obscurity Records

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Band finlandese che propone uno dei death metal più tetri ed originali del panorama odierno: i nostri sono in grado di brutalizzare l’ascoltatore, anche attraverso la scelta di una voce estrememente gutturale, e allo stesso tempo di condurlo per mano attraverso labirinti di orrore e desolazione.
Album underground abissale, che emerge come un iceberg dal mare gelato, tormentante e assolutamente da non perdere; soprattutto per coloro che non conoscono la band in questione e non hanno mai vissuto l’esperienza di inabissarsi con lei nei meandri più cupi della nostra sofferta esistenza. Oscuro. Leggi di più sull’Angolo della Morte di Maggio.

Migliori songs:
Valedictorian: “Morbid majesties”.
Honor roll: “Zero progress”; “Bones of a giant”.

Redazione

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