Ricordando Chris Cornell: le sue migliori canzoni

Mettersi al computer e scrivere un ricordo di Chris Cornell suona ancora troppo strano, e forse lo sarà per sempre. Chris ha deciso di lasciarci il 18 Maggio 2017 ma le sue canzoni e l’eco del gesto suoneranno forti per sempre, soprattutto per chi con la sua voce ci è cresciuto: per molti Chris è stato il miglior cantante della sua generazione e fra i migliori 10 della storia del rock. Senza dimenticare che fu un eccezionale songwriter capace di scrivere sia riff rocciosi, sia dolci e inquietanti ballad.

In questo articolo trovate una selezione di canzoni scritte da Chris in cui è chiara l’origine “acustica”. Sono brani che spesso passano in secondo piano ma che alla lunga rimangono addosso come cicatrici, come sanno bene gli aficionados.

Attraverso questa selezione ripercorriamo in modo inedito la carriera di un autore prolifico e ricco di personalità!

Per ascoltare composizioni “non metal” (ma se volete quelle saltate verso la fine dell’articolo!!) dobbiamo saltare agli inizi degli anni 90, periodo in cui la fama della scena di Seattle stava iniziando a sbocciare.

chris cornell

Durante la lavorazione del film Singles (che ogni grunger spero abbia visto) Jeff Ament, bassista dei Pearl Jam, curò l’aspetto da rockettaro del cantante Cliff Poncier, ovvero Matt Dillon. Gli diede il look e curò il design dell’appartamento dove viveva. Oltre ai classici poster buttò qua e là cassette e demo. Per rendere il tutto verosimile, Chris Cornell, che partecipò al film, decise di scrivere alcune canzoni e inserirle nel demotape di Cliff: naque così il leggendario Poncier Demo.  Il mini album fu successivamente stampato in 1000 copie in CD (ora ovviamente ricercatissimo, persino nella recente ristampa in vinile per il Record Store Day) e contiene 5 brani: “Seasons”, inserita nella colonna sonora ufficiale, “Spoonman” (che sarà uno dei pezzi forti di Superunknown, ma pensate che ai tempi non era uscito neanche Badmotorfinger), di cui si sentono pochi secondi nel film, “Flutter Girl” che sarà inserita nel primo album solista e altre due canzoni minori: “Missing” e “Nowhere But You”. Per ascoltarle potete comprare la versione deluxe della colonna sonora contenente i brani del Poncier, più altri bozzetti inediti di Cornell (Ferry Boat #3, Score Piece #4) più brani lasciati fuori dalla versione a singolo CD di Truly, Blood Circus, Mike McCready e Paul Westerberg. L’album è disponibile sia in CD che in vinile.

Seasons:

Nowhere But You (inserita come b-side del singolo “Can’t Change Me”):

Flutter Girl (inserita come b-side del singolo “Can’t Change Me”):

Le prime esperienze da “songwriter intimista” furono però di poco precedente: quando morì l’amico ed ex compagno di stanza Andy Wood (19 Marzo 1990), cantante dei Mother Love Bone, Cornell si mise a scrivere canzoni più sofferte rispetto al classico rifferama epico dei Soundgarden del periodo. Era l’inizio degli anni 90 e il grunge per le masse doveva ancora arrivare e, anzi, sembrava che i sogni di gloria della scena si fossero eclissati con la morte per overdose di Andy. Nacque il progetto Temple Of The Dog che vedeva gli ex colleghi di Andy (Jeff Ament e Stone Gossard), il batterista dei Soundgarden Matt Cameron e un chitarrista solista molto Hendrixiano chiamato Mike McCready. Il disco uscì in sordina ma con l’esplosione del grunge e dei Pearl Jam (gli ex Mother Love Bone), i Temple Of The Dog divennero “celebri” con un disco doloroso e poetico, citato fra le cose migliori mai uscite da Seattle. Il grande pubblico comprò in massa il disco per ascoltare Eddie Vedder ma si ritrovarono con un album ricco di ballate dolenti e cavalcate hard rock cantate da un Chris Cornell in stato di grazia, sia vocale che lirico. Anche Temple Of The Dog (1991) è stato recentemente ristampato e rimasterizzato in CD e vinile.

Say Hello 2 Heaven:

Call Me A Dog:

La colonna sonora di Singles e il progetto Temple Of The Dog ruppero il ghiaccio e Chris Cornell trovò il coraggio di esprimere anche la sua parte più intima e delicata assieme a quella più testosteronica e “metal”. In Badmotorfinger (1991) però i Soundgarden non giocarono il jolly della “metal ballad” per acquisire più pubblico ma si mantennero in scenari oscuri alla “alternative metal + Black Sabbath”. Giusto “Mind Riot” si avvicina a qualcosa di “morbido”. Badmotorfinger è disponibile in vinile e CD boxset, con nuova qualità sonora e inediti del periodo.

Mind Riot:

Nei due album successivi però i Soundgarden svilupparono parecchio il loro range sonoro. Dal best seller Superunknown (1994, anch’esso recentemente ristampato e rimasterizzato in CD e vinile) non possiamo non citare “Fell On Black Day”, l’iconica “Black Hole Sun” e “Like Suicide”:

Fell On Black Days:

Black Hole Sun:

Like Suicide:

Down On The Upside (1996) è stato parecchio criticato al momento della sua uscita ma è un disco che necessita di essere lasciato a maturare: ricco di stravaganze e umori lofi abbandona la veste metal dei Soundgarden a favore di un approccio più rock.  Il disco suona però come un testamento della band che, infatti, si sciolse dopo poco la pubblicazione e relativo tour promozionale. Fra le composizioni di Cornell citiamo “Blow Up The Outside World” (spesso citata un po’ superficialmente come “nuova Black Hole Sun”), “Burden In My Hand”, “Overfloater” e “Boot Camp”.

Blow Up The Outside World:

Burden In My Hand:

Overfloater:

Boot Camp:

Poco dopo lo scioglimento dei Soundgarden Chris Cornell affronta la sua carriera solista con il buono Euphoria Morning (1999), caratterizzato da un sound rock cantautorale quasi alla Jeff Buckley. Con lui troviamo gli Eleven band formata da Josh Freese, Alain Johannes e Natasha Shneider. Però prima di Euphoria Morning regala la splendida “Sunshower” alla colonna sonora del film “The Great Expectation”.

Sunshower:

Steel Rain:

Sweet Euphoria:

Un po’ a sorpresa all’inizio degli anni 2000 Chris Cornell inizia a jammare con gli ex Rage Against The Machine Tom Morello,  Tim Commerford e Brad Wilk orfani di Zack De La Rocha. Il progetto, inizialmente chiamato Civilian, fin dai primi demo aveva già una chiara identità: sommare l’irruenza funk hard rock con la vocalità straordinaria di Chris. La band si rinominò Audioslave e nel 2002 pubblicò il disco d’esordio omonimo. Il singolo apri pista “Cochise” calamitò velocemente l’attenzione su di sè grazie ai trucchi di mestiere del quartetto. L’album rimane ancora oggi un bel ricordo di quegli anni ma aiutò anche a far crescere la nostalgia verso le band madri, soprattutto contando che disco dopo disco la qualità andò scemando. Ci rimangono comunque un pugno di ottime canzoni e il ricordo di un periodo molto curioso in cui i grandi artisti degli anni 90 provavano a reinventarsi.

Chris torna quindi alla carriera solista e lo fa con risultati tragicomici. “Carry On” (2007) sembra il parto di un Phil Collins andato a male e riesce a far peggio “Scream” (2009) con la sua produzione patinata e dance di Timbaland. Rimane il rispetto per un uomo che non ha paura di osare ma i risultati sono imbarazzanti. Nel corso degli anni si troveranno brani di Cornell anche in colonne sonore di blockbuster che hanno giusto il merito di farlo conoscere alle nuove generazioni.

Nel 2011 mette ordine alla sua carriera pubblicando “Songbook” raccolta delle sue migliori composizioni e una manciata di cover registrate dal vivo. Nel mentre i Soundgarden si rimettono insieme e nel 2012 pubblicano “King Animal”, onesto album ben lontano dai fasti precedenti. Il disco passa piuttosto inosservato ma ha il merito di riportare la band in giro per il mondo. Nel 2015 è il turno del nuovo disco solista “Higher Truth”, buono ma poco più.

Dopo tutto questo struggimento è giusto stemperare e scapocciare con i migliori riff di Cornell, presenti ovviamente nel repertorio dei Soundgarden. E’ quasi un “best of” della band, anzi un bel bignami per scoprire un gruppo spesso sottovalutato e che molti limitano alla conoscenza del singolo Black Hole Sun. Gli esordi molto metal/hard rock/punk sono i più amati dalla critica e dai die hard fans: in quei dischi Cornell scriveva riff di chitarra spesso debitori dei Black Sabbath e dei Led Zeppelin, in uno strano incrocio che negli anni, purtroppo, perderà. Si troveranno alcuni frammenti nella carriera solista e negli Audioslave ma senza quell’incedere che rese la band di Seattle così particolare e inimitabile.

Beyond The Wheel (da Ultramega OK – 1988):

Gun (da Louder Than Love, 1989):

Ugly Truth (da Louder Than Love, 1989):

Loud Love (da Louder Than Love, 1989):

Rusty Cage (da Badmotorfinger, 1991):

Outshined (da Badmotorfinger, 1991):

Superunknown (da Superunknown, 1994):

Spoonman (da Superunknown, 1994):

4th Of July (da Superunknown, 1994):

Pretty Noose (da Down On The Upside, 1996):

Tighter & Tighter  (da Down On The Upside, 1996):

Bleed Together (Outtake):

Fresh Deadly Roses (outtake):

articolo pubblicato in origine qui: http://www.persuadertron.it/2017/08/21/playlist-delle-migliori-canzoni-scritte-da-chris-cornell/

rivisitato il 14 Maggio 2018

Lascia un commento