I migliori album Alternative Metal usciti nel 1990 [J-L]

Jingo De Lunch – Underdog (Vertigo)

Hard Rock / Punk

Forse è ingiusto inserire i Tedeschi Jingo De Lunch in mezzo a tutto ‘sto metallo, in quanto più avezzi all’ambiente punk e squat ma è proprio questo il bello del “crossover”: svalicare confini e contaminarsi con le più stravaganti idee che vengono in mente.

“Underdog”, seguito di quello che viene definito il capolavoro della band, ovvero “Axe To Grind”, è un ottimo mix di pennate e assoli metal e carica punk rock. Brani diretti, orecchiabili e che avevano la perfetta ragione di essere dal vivo. Su tutto svetta la splendida voce della riottosa Canadese Yvonne Ducksworth. Apre il disco la cover di “Growing Pains” dei Triestini hardcore/thrasher Upset Noise.





Killing Joke ‎– Extremities, Dirt And Various Repressed Emotions (Agressive Rockproduktionen)

Industrial Metal / Experimental / Post Punk

I Killing Joke sono una delle band più influenti del panorama post-punk ma allo stesso tempo sono fra i meno citati: senza andare a scomodare il grunge (forti le influenze nei primi Soundgarden e il famoso plagio di “Eighties” in “Come As You Are” dei Nirvana) è palese l’ombra di Jaz Coleman nella maggior parte delle formazioni industrial più “heavy”.

“Extremities, Dirt And Various Repressed Emotions” è il disco che consegna ai posteri il manifesto dell’industrial metal con un’opera di grande potenza musicale e lirica. Dopo “Outside The Gate” Jaz Coleman chiama in formazione il batterista dei PIL Martin Atkins per suonare il disco più heavy dei Killing Joke da anni, se non il più potente in assoluto. Più o meno la stessa formazione (senza Coleman) darà vita due anni dopo ai Murder Inc. Fondamentale.



King’s X – Faith Hope Love (Megaforce)

Hard Rock / Funk / Soul / Progressive

Terzo disco e terzo centro per i King’s X, una delle band più sottovalutate della storia della musica. “Faith Hope Love” è uno stravagante disco di hard rock libero dagli schemi che necessita di molti ascolti per essere sviscerato e amato ma che si insinua piano piano sotto pelle.

Sempre presenti le famose “armonizzazioni alla Beatles” e i tecnicisimi per amanti del “prog” che resero i King’s X una band per cultori. Grandi riff, grandi canzoni ma i metal progster ai tempi preferirono i Queensryche e gli alternativi gli Alice in Chains: ora che è tutto a portata di streaming è tempo di porre rimedio!



KMFDM – Naïve (Wax Trax!)

Industrial / Metal / Experimental / Elettronica

Il quinto disco dei tedeschi KMFDM (Klein Mitleid Fur Die Mehrheit), pubblicato dalla Wax Trax di Chicago, andò velocemente fuori catalogo a causa di alcuni problemi con il copyright per l’uso non autorizzato di O Fortuna da Carmina Burana e venne ristampato solo 3 anni dopo debitamente remixato.

Ma non è l’unico “sample” celebre: in “Godlike” usano il riff di Angel of Death degli Slayer mentre in “Go To Hell” quello di Metal Militia dei Metallica. “Naive” è un disco perlopiù elettronico e neanche troppo pesante ma ricco di groove funk, soul e chitarroni sicuramente meritevole di entrare nella lista dei dischi fondamentali per il nascente genere industrial metal.



Kong – Mute Poet Vocalizer (Dreamtime)

Instrumental Rock / Psichedelia / Hard Rock / Progressive

I Kong sono dei coraggiosissimi Olandesi che, tra una reunion e l’altra, sono tuttora dediti a follie sperimentali: all’attivo hanno una decina di interessantissimi dischi di cui “Mute Poet Vocalizer” è il primo della serie.

Kong suonano rock strumentale, banalmente definito dalla critica prog – metal ma molto lontano dal sound barocco del genere: siamo più dalle parti della heavy psichedelia ma con le slappate funky tipiche del periodo. Una band che va (ri)scoperta a tutti i costi, magari partendo proprio da qui.



Kryst The Conqueror ‎– Deliver Us From Evil (Mark)

Metal / Hard Rock

Cosa c’è di più strampalato di due Misfits (Doyle e Jerry Only) che si cimentano con hard rock di stampo NWOBHM e influenze settantiane con alla voce Jeff Scott Soto, ovvero il cantante dei primi dischi di Malmsteen? Forse il fatto che si fanno chiamare “Kryst The Conqueror“, mettono uno spadone in copertina e condiscono il tutto con uno strano concept epico cristiano.

La musica non è niente male, almeno se siete fan del metal caciarone da b-movie horror (e probabilmente se amate i Misfits lo siete), peccato che ai tempi pubblicarono solo questo EP (poi espanso in recenti ristampe) conosciuto solo dai fan più die-hard: ci voleva ben altro per contrastare il potere di Danzig!



Lard – Last Temptation Of Reid (Alternative Tentacles)

Industrial Metal / Punk

I Lard sono l’ennesimo side project di Al Jurgensen dei Ministry, qui in compagnia di Jello Biafra dei Dead Kennedys. In quel periodo Al aveva all’attivo parecchi progetti collaterali: Pailhead con Ian McKaye (Minor Threat, Fugazi), 1000 Homo DJs con Trent Reznor (Nine Inch Nails), Acid Horse (con Cabaret Voltaire) e Revolting Cocks.

“Last Temptation Of Reid”  è un potentissimo disco industrial punk che non lascia un minuto di respiro: come se l’ascoltatore fosse inseguito da uno spietato serial killer robotico.



Lawnmower Deth – Ooh Crikey It’s (Earache)

Thrash Metal / Demenziale

Dopo gli esordi puramente Death Metal la Earache cambiò progressivamente direzione in cerca di nuove sonorità, spesso facendo storcere il naso ai propri ascoltatori con proposte decisamente particolari. Ecco perchè non stupisce trovare l’esordio dei folli Lawnmower Deth nella label di Digby Pearson.

La band inglese mescolava deliranti testi a riff thrash e follie “zappiane” pescando nei più disparati generi, generando un crossover sonoro molto divertente. I titoli delle canzoni parlano da soli: “Can I Cultivate Your Groinal Garden”, “Flying Killer Cobs From The Planet Bob”,”Sumo Rabbit And His Inescapable Trap Of Doom”. Nel 1992 pubblicheranno l’altrettanto schizzato “Return Of The Fabulous Metal Bozo Clowns”.



Left Insane – Tool Box (Nemesis)

Metal / Hardcore / Progressive

La fase fusion dei Black Flag è sicuramente quella più odiata dai fan oltranzisti, soprattutto i dischi freakettoni come “The Process Of Weeding Out”. Eppure esiste un manipolo di punk che adora gli assoli strampalati alla Hallan Holdsworth di Greg Ginn.

Al di fuori della SST, ma sempre del giro, sono esistiti per poco tempo i Left Insane il cui unico disco è stato prodotto da Bill Stevenson. “Tool Box” è piuttosto essenziale nei suoi ingredienti: mentre la sezione ritmica si barcamena fra riff heavy alla Black Sabbath, la chitarra si lancia in assoli strampalati. La rara voce fa sembrare il tutto come un “nuovo” disco dei Black Flag. Se amate il genere punk/fusion è da aggiungere alla collezione.



Limbomaniacs – Stinky Grooves (In-Effect)

Funk Metal / Rock

Limbomaniacs sono un terzetto di San Francisco caduto nell’oblio: alla batteria troviamo Brain, che in futuro suonerà nei Primus (periodo Brown Album) e nei Praxis con Buckethead (che già qui gli ronzava intorno), alla chitarra M.I.R.V. che anche lui collaborerà con i Primus e pubblicherà negli anni 90 un po’ di roba stravagante, alla tastiera Pete Scaturro e al basso Butthouse (poi nel duo dub Ben Wa).

“Stinky Grooves” è stato registrato da Martin Bisi, prodotto da Bill Laswell e contiene le ospitate di Bootsy Collin e Maceo Parker. Funk/rock/metal/fusion adatto agli amanti di Red Hot Chili Peppers, Living Colour, Primus e Faith No More.





Redazione

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