Aussie Rock! 15 Band Australiane Da Non Perdere nel 2019

Benchè noi europei siamo solitamente maggiormente attratti dalla musica anglosassone e da quella americana, l’Australia ha una discreta tradizione rock, garage e punk. Band come Saints, Radio Birdman, Cosmic Psychos, The Hoodoos Guru e Birthday Party sono nel cuore di ogni appassionato, mentre gli AC/DC sono praticamente nelle case di chiunque. Difficilmente però la maggior parte delle formazioni riescono a raggiungere i nostri territori e ottenere successo (torniamo indietro di qualche anno con The Vines, Jet, Wolfmother o, addirittura, i Silverchair); in questo articolo ne selezioniamo alcune rappresentative di questo periodo che, ci auguriamo, possano entrare nelle vostre playlist.



1 . King Gizzard & The Lizard Wizard

Partiamo subito con il botto: King Gizzard & The Lizard Wizard sono una delle (poche?) band di questi anni che passeranno alla storia della musica rock. Formati a Melbourne nel 2010 in meno di 10 anni hanno già pubblicato una dozzina di dischi, tutti diversi e tutti imperdibili. E’ difficile catalogare il loro sound, che potremmo definire “rock libero”: psichedelia, prog, kraut, elettronica, musica colta, musica popolare, musica demenziale, metal e punk viaggiano a braccetto in un’esplosione sonora che ricorda la libertà espressiva degli anni 70. Se trovate un loro disco compratelo ad occhi chiusi e poi cercate di completare la collezione.



2 . Tame Impala

Tame Impala pur essendo una delle band simbolo del cosidetto fenomeno indie-hipster sarebbe più adatta a vecchi capelloni hippie e a tranquilli stoner rockers. Eppure la creatura di Kevin Parker ha saggiamente scelto di non finire nel poco remunerativo filone della musica psichedelica godendosi il successo che merita, grazie alla sapiente mediazione fra melodia pop e chitarre rumorose. Con i primi due dischi proseguono la tradizione pop/noise di Flaming Lips e Jesus And Mary Chain ma con i piedi ben piantati negli anni 60 e 70, con il terzo “Currents” (2015) inseriscono forti dosi sintetiche ed elettroniche. A breve è previsto il quarto album.



3 . Pond

Forti dosi di acidità pop sono contenute anche nei lavori dei Pond, band in cui militava Kevin Parker dei Tame Impala e che in qualche modo ne rappresentano la versione più “pura” (o più sfigata, dipende dai punti di vista). 8 dischi in meno di 10 anni, l’ultimo “Tasmania” uscito il 1 Marzo 2019.



4 . The Murlocs

Riparliamo un attimo dei King Gizzard And The Lizard Wizard perchè nei The Murlocs militano Ambrose Kenny-Smith e Cook Craig, evidentemente non sazi di buona musica. Il progetto punta ad un sound vintage garage-pop, un misto fra l’orecchiabilità delle band Motown e le chitarre dei Sonics.



5 . Courtney Barnett

La regina dell’indie rock Courtney Barnett arriva da Melbourne e nel 2012 si presenta al mondo con l’EP “I’ve Got A Friend Called Emily Ferris” a cui fanno seguito una manciata di singoli ed EP. L’esordio “Sometimes I Sit And Think, And Sometimes I Just Sit” mette d’accordo pubblico e critica grazie alle melodie personali e sbilenche, degne della stagione lofi degli anni 90. Nel 2017 pubblica “Lotta Sea Lice” in coppia con lo stravagante cantautore Kurt Vile (ex The War On Drugs). “Tell Me How You Really Feel” è il secondo disco, pubblicato nel 2018. E’ fondatrice della Milk Records con cui produce artisti australiani come Fraser A. Gorman, The Finks, Jen Cloher, Royston Vasie, Evelyn Morris. Un faro per le nuove generazioni di rocker.



6 . Amyl And The Sniffers

Una delle promesse del punk è formata da una band di australiani con il mullet e i baffetti adolescenziali e una frontwoman che sembra uscita dalle Runaways! Amyl And The Sniffers dal 2016 hanno pubblicato solo singoli (raccolti nella compilation “Big Attraction & Giddy Up”) e finalmente Rough Trade darà alle stampe l’esordio omonimo a Maggio 2019. Non perdetelo se amate il punk rock che puzza di sudore e di altri liquidi.



7 . The Chats

Anche i giovanissimi The Chats non hanno ancora pubblicato un disco ufficiale ma solo un’imperdibile sequenza di singoli (raccolti nella compilation omonima pubblicata da Bubca Records, e segnalata fra le migliori uscite punk del 2018). Voce arrogante, riff minimali, tempi primordiali: in confronto il garage rock è roba da progster. Però è impossibile non rimanerne conquistati! Ne sentiremo parlare!



8 . Grindhouse

Una delle cose belle delle band australiane è il look che spesso va di pari passo alla sfacciataggine della loro musica. I Grindhouse hanno le panze da birra (e il frontman particolarmente grande), le barbe sporche e lo sguardo sornione di quello che l’ha fatta grossa. Il loro sound è debitore di Turbonegro, Supersuckers, Dwarves, Zeke, Nashville Pussy, ovvero il meglio del rock scorretto. Ma non poteva essere altrimenti con canzoni intitolate “Wild Sex And Machine Guns”, “Mutha Fuckin Punk Rock Power “, “Pissed On Vals”, “Menacing Lesbian “, “Shit Cocaine”. Benpensanti tenetevi alla larga.



9 . Skegss

In un mondo di streaming, download e revival random gli australiani mostrano una sana passione verso i cari vecchi codici del rock. Uno di questi, come avrete capito, è quello di pubblicare singoli ed Ep prima dell’esordio ufficiale. E soprattutto quello di andare in tour (che in Australia non sono molto lunghi, al massimo coprono una decina di località) per cementare la base di fan. Il primo singolo degli Skegss è del 2014, mentre l’album d’esordio “My Own Mess” è arrivato quattro anni dopo. Se amate le melodie semplici ma orecchiabili alla Ramones, ritmi tranquilli ma sculettanti e chitarre anni 90 gli Skegss fanno assolutamente per voi!



10 . Dune Rats

La Ratbag Records ha in scuderia due band: gli Skegss e i Dune Rats. Se i primi sono uno spensierato gruppo di scuola punk rock, i Dune Rats sono un trio di ragazzacci che potremmo definire “alternative rock”. Un po’ Nirvana, un po’ stoner rock, un po’ Pixies. Nel 2014 hanno pubblicato l’esordio omonimo, mentre nel 2018 hanno bissato con l’ottimo “The Kids Will Know It’s Bullshit”.



11 . Violent Soho

Le cronace di Seattle dicono che il termine grunge veniva usato già negli anni 80 per indicare band australiane come Cosmic Psychos e Lubricated Goat (che in effetti furono parecchie influenti per Mudhoney e Melvins). In più l’etichetta di Melbourne Au Go Go ha sempre importato e stampato edizioni australiane dei migliori dischi alternative che venivano dagli Stati Uniti. Ecco perchè non stupisce trovare gruppetti di band “grunge” ancora in attività. Una delle formazioni più attive di questo decennio (anche se purtroppo l’ultimo disco è del 2016) sono i Violent Soho, portatori sani del germe nirvaniano (versione pixies). Quattro dischi per loro, di cui uno (l’omonimo del 2009) pubblicato per la Ecstatic Peace di Thurston Moore.



12 . Ceres

Pop Rock e Emo anni 90 sono gli ingredienti base dei Ceres da Melbourne, in uscita a breve con il nuovo album “We Are A Team”, il terzo della loro carriera. Se vi manca la stagione dei Get Up Kids, Mineral, e dei più “collage rock” Jimmy Eat World aggiungete pure i Ceres alla lista della spesa.



13 . Camp Cope

Camp Cope sono un trio di ragazze molto attivo (sul web trovate parecchie perfomance per KEXP, Audiotree, Triple J, Tiny Desk) con due dischi in discografia (l’ultimo “How To Socialise And Make Friends” uscito nel 2018 per Poison City Records, label e negozio di Melbourne). Adatte a tutti coloro che amano Sleater Kinney, Yeah Yeah Yeahs, Blake Babies, ma ascoltandole bene scoprirete una band a suo modo originale.



14 . Rolling Blackouts Coastal Fever

Con i Rolling Blackouts C.F. andiamo dritti nei primi anni 80 con sonorità post punk / new wave molto orecchiabili. Dopo una manciata di singoli hanno trovato casa grazie alla Sub Pop che ne ha pubblicato l’esordio “Hope Downs”. In uscita il nuovo singolo “In The Capital”, sempre per la label di Seattle.



15 . Moaning Lisa

Give me a Kim Deal, a Courtney Barnett! A Florence Welch, an Annie Clark! Give me an Ellen Page, an Ellen Degeneres! Give me, give me, give me a Carrie Brownstein!” cantano in “Carrie (I Want A Girl)” le Moaning Lisa, inno “lesbo” e allo stesso tempo dichiarazione di intenti musicali. Il quartetto di Canberra, non ha ancora pubblicato un disco ma la manciata di singoli disponibili rivela un’attitudine grunge tra Wolf Alice e Veruca Salt.



LEGGI ANCHE:

Lascia un commento