I 15 migliori dischi NOISE ROCK del 2020

Sono ufficialmente tornate le chitarre! Non che se ne siano mai andate veramente ma in ambito puramente rock negli ultimi anni erano decisamente latitanti, soprattutto quelle belle urlanti e rumorose. Idles, Fontaines DC, Shame, The Murder Capital, Girl Band hanno aperto le gabbie nel Regno Unito con un suono che parte dai The Fall e arriva ai giorni nostri non si sa in che modo. Negli Stati Uniti ci avevano provato anni prima Metz e Pissed Jeans, con il classico sound Touch & Go. Nel 2020 però è stato definitivamente sdoganato anche il post-punk, la darkwave e lo shoegaze. Praticamente siamo in pieni anni 80, quelli belli. Ma tanti hanno ripescato anche il kraut rock. Insomma se già facevano casino prima, ora è un gran macello!
In questa lista abbiamo dato più importanza ai dischi propriamente noise rock : è inevitabile citare titoli affini ma di area post punk, shoegaze, kraut psichedeliche in quanto parte di uno stesso insieme. Questo per mettere le mani avanti: non esistono più i dischi di genere puro, per fortuna. Sai che noia.



1 . EXHALANTS – ATONEMENTS (HEX RECORDS)

Gli Exhalants hanno realizzato il disco noise rock perfetto del 2020, quello che se lo metti sul piatto sembra uscito dagli anni d’oro della Touch & Go. Suoni enormi (spettacolare il basso), chitarroni belli spessi (un po’ alla Whores per capirci), canzoni super e attitudine perfetta. Vengono da Austin e si sente. Una goduria.

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2 . HUMAN IMPACT – HUMAN IMPACT (IPECAC)

Human Impact sono Chris Spencer (Unsane, UXO), voce e chitarra, Jim Coleman (Cop Shoot Cop), tastiere e suonini, Chris Pravdica (Swans, Xiu Xiu), basso, Phil Puleo (Cop Shoot Cop, Swans), batteria. La recensione può anche terminare qui: chi sa, sa. Il disco d’esordio (a cui sono seguiti alcuni singoli solo streaming, anch’essi notevoli) è un vero e proprio capolavoro di disagio metropolitano, malessere e pessimismo verso l’umanità. La band è sugli scudi e attacca l’ascoltatore con chitarre urlanti e atmosfere claustrofobiche senza lasciare vie di fuga. Spencer e soci sono degli autentici maestri: questo lavoro ne conferma la caratura artistica e l’integrità morale e musicale.

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3 . COUCH SLUT – TAKE A CHANCE ON ROCK’N’ ROLL (GILEAD MEDIA)

Terzo disco per i newyorkesi Couch Slut e terzo centro. Capitanati dalla selvaggia voce di Megan Osztrosits, che sputa polmoni, stomaco, fegato, viscere e porta avanti l’attacco devastante dei due chitarristi più basso e batteria (sporadicamente spunta anche una tromba, da buona tradizione anti-punk). Testi velenosissimi, suono sludge-noise e qualche sfuriata (black)metal (“In A Pig’s Eye”), reminiscenze post rock Slintiane (“-“) tra gli Unsane più incazzati e i Sonic Youth più nervosi.

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4 . BRUGES – A THREAD OF LIGHT (AUTOPRODUZIONE)


Secondo album per i Bruges da Chicago, un tempo una delle capitali del noise rock (Steve Albini, Touch&Go, Jesus Lizard..) oggi un po’ meno vitale. Bruges, provenienti da altre esperienze heavy (Angry Gods e Moral Void), suonano un violento noise rock piuttosto variegato. La furia degli Unsane, la ripetività degli Swans, il salmodiare di Nick Cave, gli arpeggi post rock suonati con vitalità doom (a tratti vengono in mente i Big Brave). Insomma: conoscono la materia e ne prendono il meglio. “A Thread Of Light” è un bel viaggio, purtroppo disponibile solo in digitale.



5 . BLKLSTRS ‎- FANTASTIC MAN (BUZZOWL, LEARNING CURVES)

Amanti della Amphetamine Reptile fatevi avanti! BLKLSTRS (o Blacklisters) vengono da Leeds e hanno il suono di una violenta martellata sulla faccia data senza un motivo. Se gli Idles volessero suonare solo per loro stessi avrebbero più o meno questo suono. Jesus Lizard / Cows /Tar / Hammerhead / Cherubs e altri brutti ceffi sono i padri, BLKLSTRS i figli.




6 . METZ – ATLAS VENDING (SUB POP)

In quanto prime-mover del recente revival noise-rock i Metz non hanno ancora raccolto tutto quello che meriterebbero, complice anche un disco non riuscitissimo come il precedente “Strange Peace” e il sorpasso a destra delle nuove leve. Con “Atlas Vending” tornano a reclamare il ruolo di padrini della scena noise rock e ci riescono alla grande! Aiutati alla regia da Ben Greenberg degli Uniform i nostri bilanciano alla perfezione suoni alieni e melodie “grunge” (sono su Sub Pop mica per niente). Un disco che cresce ad ogni ascolto.

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7 . SEX SWING – TYPE II (ROCKET RECORDINGS)

Con il secondo disco dei Sex Swing andiamo in territori “crossover”: la band londinese mescola con abilità post-punk, kraut, psichedelia, no-wave e noise rock senza soluzione di continuità. Immaginatevi una jam session fra Stooges di “Funhouse”, Joy Division, Neu, Swans : state sbavando? Se la risposta è “siii” allora cercate “Type II” perchè non ne sarete per niente delusi, anzi.





8 . SHIT & SHINE – MALIBU LIQUOR STORE (ROCKET RECORDINGS)

Shit & Shine sono due texani trapiantati in Inghilterra che pubblicano per Rocket Recordings. La state già percependo la follia? Se non li conoscete sappiate che dal 2000 ad oggi hanno pubblicato circa 25 dischi (tre solo nel 2020), tutti più o meno interessanti, ma questo di più. “Malibu Liquor Store” è un bel minestrone di follie assortite: un po’ psichedelia, un po’ elettronica lo-fi, un po’ rumorazzi, il consueto kraut-rock salva vita. Si respira odore di libertà e non è certo un male. Se Captain Beefheart facesse musica oggi sarebbe più o meno così.




9 . UNIFORM – SHAME (SACRED BONES)

Uniform diventano trio e ci danno la nostra dose di noise metal annuale. “Shame” è un bel concentrato di dolore in musica di scuola Today Is The Day, quindi anche un po’ Melvins e un po’ Neurosis con qualche tocco industrial che rimanda a Killing Joke e Ministry. Ma soprattutto con il riconoscibile suono Uniform; perchè nel casino immondo che tirano su ormai il loro marchio di fabbrica è ben riconoscibile.




10 . THURSTON MOORE – BY THE FIRE (THE DAYDREAM LIBRARY SERIES)

Potrà sembrarvi strano ma Thurston Moore ha fatto più dischi da solista che con i Sonic Youth. Eppure ha deciso di aprire il suo nuovo album con un reboot di “Sunday” proveniente dalla band madre intitolandolo “Hashish”. Ma si sa che il senso dell’umorismo di Thurston è quello dell’anti-punk, quindi ce lo facciamo andare bene. Anche perchè il secondo brano del disco è una tamarrata con assolazzi hard rock. Poi, per fortuna, il disco prende una piega seria e mostra tutta la classe del chitarrista. Brani lunghi, cavalcate elettriche e tanta poesia.

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11 . IDLES – ULTRA MONO (PARTISAN)


Chi avrebbe detto tre anni fa che gli Idles sarebbero stati uno dei nomi più gettonati del 2020? Eppure da “Brutalism” la band ha lavorato duro, cementando la reputazione di band imperdibile dal vivo. Complice la diffusione di format “live” su Youtube la loro musica ha raggiunto le case di tutti. E se non fosse stato per il Covid-19 erano la band di apertura del tour europeo dei Pearl Jam, che vuol dire la moltiplicazione dei fan. Ovviamente tutto ciò ha portato nuovi seguaci e nuovi hater, questi ultimi pronti a dire che “insomma non mi sembrano granchè”. Idles sono una band che ha costruito tutta la carriera con il cuore, quel classico cuore per molti insopportabile che può ricordare gli U2 o, peggio ancora, i Queen ma, insomma, ce l’hanno.. “Ultra Mono” non sarà “Brutalism”, nè “Joy…” ma è un disco che ha portato il noise rock nelle case di gente che non ha mai sentito nominare The Fall e Jesus Lizard grazie ad un pugno di belle canzoni costruite su quell’arroganza tipica della working class inglese. E le rivoluzioni sono fatte anche di questo.

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12 . SPRAIN – AS LOST THROUGH COLLISION (FLENSER)

Il caro vecchio post-rock un po’ slow-core! Quanti anni è che non ascoltate un nuovo album di genere? Eccovi serviti gli Sprain, da Los Angeles. La loro specialità della casa è formata da 50% Slint, 20% Engine Kid, 10% Unwound, 10% drone metal, 10% Low. Da tenere d’occhio ma già adorabili.

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13 . SANESUN MARTYRS – REFUSAL OF MAN

Non ho idea di chi siano questi SaneSun Martyrs ma il loro disco è una bella mazzata. Provenienti da Joshua Tree i nostri propongono un isterico post-hardcore rumorosissimo e decisamente schizzato. Immancabili un po’ di parti ultra metallare. Probabilmente sono anche splendidi dal vivo. Quando potremo vederli.



14 . MANTAR – GRUNGETOWN HOOLIGANS II

Il miglior disco dei Mantar è un album di cover? Forse. Sicuramente è uno splendido lavoro che mette in relazione grunge, noise rock, alternative, riot grrrls e sludge/death metal. Non come i Thou che ne stravolgono l’impatto (vedi il disco di cover dei Nirvana) ma aggiungendo giusto una dose di potenza in più. Non è quindi un disco “noise rock”, o almeno non un disco noise rock puro. E’ uno strano ibrido che funziona e diverte, soprattutto i nostalgici non troppo vecchi. Sotto la cura Mantar sono passati brani di Sonic Youth, Babes In Toyland, Jesus Lizard, Mudhoney, L7, Mazzy Star e 7 Year Bitch. Un gran bel compitino.

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TRICOT ‎– 真っ黒 (CUTTING EDGE)

Finiamo questa carrellata con una band molto originale, non a caso proveniente dal Giappone. tricot propongono un azzardato mix di math rock e j-pop, quindi arpeggi sbilenchi, ritmi storti, elettricità nervosa e orecchiabilità appiccicosa. Funziona? Bhè dipende dai vostri gusti, sicuramente sono originali e particolari. Se amate i progetti strani buttatevi a capofitto.

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