Shane Embury, la colonna portante della musica estrema

Shane Embury, per la maggior parte di noi, è solo il riccioluto bassista dei Napalm Death. Eppure, la sua biografia è ricchissima di side project e collaborazioni nelle quali non è nemmeno detto che il buon vecchio Shane (saranno 51 le candeline spente a novembre) suoni il basso, essendo all’occorrenza anche chitarrista e batterista. Ripercorrere la sua carriera è come aprire una finestra sul metal estremo degli ultimi 30 anni, un percorso che finisce a pieno diritto nella storia di questo genere musicale, ma che tiene le proprie radici e tanto del proprio presente nell’underground.

 

I primi vagiti musicali di Embury, di cui è rimasta traccia, lo vedono seduto dietro alla batteria e risalgono alla metà degli anni 80 con i Warhammer, una delle prime formazioni death metal inglesi, ma direi del globo (qui trovate un bello speciale se volete ripassare le origini del genere), di cui si perderà però traccia velocemente dopo appena tre demo, tutti datati 1985, che rimandano alle prime forme di metal estremo, vedi Venom e Hellhammer, con ritmi incalzanti e chitarre a macinare riff thrash più che death metal almeno per come lo intendiamo oggi, oltre ad uno sfondo satanico poco credibile, ma indispensabile per l’epoca. A fare compagnia a Shane Embury in questa prima avventura, troviamo il chitarrista Wayne Aston con il quale Embury condividerà un altro progetto sulla stessa falsa riga, ovvero gli Azagthoth, altra band morta e sepolta nel giro del bienno 1985-87 e con all’attivo due demo (“Shredded Flesh” del 1987 è l’unico di cui si trova traccia). Anche qui Embury è alla batteria e rispetto ai Warhammer inizia a trasparire nei riff, nei cambi di tempo e nella batteria stessa una certa originalità che guarda a quello che nel giro di pochi anni sarà conosciuto come grindcore.

 

 

“Shredded Flesh” degli Azagthoth è stato registrato a Birmingham da Mick Harris che troveremo alla batteria nei Napalm Death con uno stile non dissimile da quello proposto da Embury nel demo.

 

Proprio nel 1987, Embury fonda insieme all’altro chitarrista dei Warhammer, Mitch Dickinson, gli Unseen Terror e qui le cose iniziano a farsi un po’ più serie: via gli orpelli satanici, si passa alle tematiche sociali e politiche che ritroveremo nei Napalm Death e il debutto, e unico lavoro sulla lunga distanza della band, “Human Error” viene pubblicato dalla neonata Earache Records, etichetta che segnerà la storia del metal di lì a pochi anni.

La band sembra un po’ la risposta britannica ai newyorkesi Nuclear Assault per tematiche e grafiche di copertina, ma avrà meno fortuna, con conseguente scioglimento nel 1990, anche perché il disco risulta piuttosto grezzo e con una produzione scarna. Gli Unseen Terror suonano una sorta di punk hardcore con chitarre cupe che richiamano al thrash/death metal e voce concitata, ma sostanzialmente pulita; anche qui Embury si occupa della batteria.

 

 

Sarà comunque il 1987 l’anno di svolta per la carriera di Shane Embury. Succede tutto in poche settimane: il primo luglio i Napalm Death pubblicano il seminale album “Scum“, ma poco dopo si trovano senza bassista per la fuoriuscita di Jim Whitely a cui subentra lo stesso Shane. La band a settembre dello stesso anno registrerà le famose “The Peel Sessions“, disco in cui per la prima volta Embury compare nei crediti come membro ufficiale del gruppo di Birmingham.

John Peel, deceduto nel 2004, era un giornalista della BBC e ha curato per anni la trasmissione Peel Sessions durante la quale invitava varie band ad esibirsi live. Da queste registrazioni (che sono un po’ le antenate delle sessions che tanto ci piacciono oggi, ad esempio quelle di kexp), sono venuti fuori diversi dischi e momenti leggendari, uno di questi è proprio il live dei Napalm Death.

Che la radio di stato britannica mandasse in onda gli inventori del grindcore oggi sembra impossibile, eppure nel 1987 le cose funzionavano così (sigh!).

Ecco il broadcast della trasmissione con la voce di Peel ad annunciare i Napalm Death:

 

Mentre qui c’e’ l’EP pubblicato a settembre del 1987.

La line up di questa esibizione è da brividi: a fianco di Embury al basso, troviamo Mick Harris, batterista a cui a torto o a ragione si attribuisce l’invenzione del blast beat, Lee Dorrian alla voce, il quale diventerà una figura importante del metal mondiale con i Cathedral e la sua etichetta Rise Above ed un certo Bill Steer alla chitarra che di lì a poco si sarebbe dedicato completamente ai Carcass, altro nome seminale del death/grind inglese. Se a questi aggiungiamo anche Justin Boadrick (poi nei Godflesh) che figura come chitarrista nel lato A di “Scum”, si capisce come questo manipolo di musicisti dediti alla violenza sonora, a qualcosa di mai sentito prima, al grindcore appunto, ovvero l’heavy metal tritato con il punk hardcore e portato a velocità ai limiti delle possibilità umane, non fossero uno scherzo, ma figure che in modi diversi influenzeranno la musica dura nei decenni successivi, raggiungendo picchi artistici e professionali oggettivamente non ipotizzabili ai tempi di “Scum”.

Così Shane Embury entra, da fan per sua stessa ammissione, nei Napalm Death e partecipa al tour di “Scum” per poi finire nel successivo album “From Enslavement To Obliteration” e non mollare più la band che ancora oggi calca i palchi di tutto il mondo.

Ripercorrere tutta la carriera dei Napalm Death richiederebbe uno speciale a sè, ma almeno due lavori meritano di essere citati.

Il primo è un video, di quelli che un tempo compravamo in formato VHS, ovvero “Live Corruption“, pubblicato nel 1990, ed è la testimonianza del tour che seguì l’uscita del terzo disco dei Napalm Death, “Harmony Corruption“, il primo con alla voce Mark “Barney” Greenway al posto di Lee Dorrian.

Il video riprende il concerto tenuto a Salisbury il 30 giugno del 1990, ma ci sono ampi intermezzi con interviste alla band. Entrambi i momenti sono utili per capire l’atmosfera di quegli anni: ragazzi dediti cuore e anima a musica caotica, ribassata, velocissima, gutturale, oscura. Per quanto mi riguarda si tratta di un vero e proprio cimelio.

 

Il secondo lavoro è l’ultimo album in studio dei Napalm Death, datato 2015, ovvero “Apex Predator – Easy Meat“, perchè seppur tra alti bassi fisiologici, la band soprattutto negli ultimi anni ha fornito prove in studio convincenti, per non parlare della dimensione live che è, ancora oggi, veramente notevole; il suono si è un po’ “schiarito”, si è perso un po’ quel caos primordiale degli inizi e oggi siamo più vicini all’hardcore che al grindcore stesso, ma comunque sia lunga vita ai Napalm Death!

 

Una volta trovata la “band madre” Shane Embury non è certamente rimasto con le mani in mano e sono partiti una serie di side project che proveremo a passare in rassegna. Tra questi, quello più famoso, caratteristico e divertente è quello dei narco grinders Brujeria: una banda di misteriosi narcotrafficanti messicani che, a volto coperto, salgono sul palco armati di machete per arringare la folla con le loro storie di sangue, droga e satanismo in salsa messicana.  Il debutto della band è il mitico “Matando Gueros” pubblicato da Roadrunner Records nel 1993.

 

Il disco, dalla copertina a dir poco controversa, è un grindcore grezzo e basilare con brani che a stento superano i novanta secondi, a cui si aggiungono cenni di quel nu-metal/crossover che sarebbe esploso nella seconda metà del decennio in corso. In epoca pre-internet e non suonando live fino agli anni più recenti, la band è rimasta a lungo avvolta nel mistero così come le identità dei suoi componenti; oggi sappiamo (anche se manca una vera e propria ufficializzazione) che quella che appariva come una band di psicopatici che giocano a fare i narcotrafficanti, era, ed è ancora oggi, una super band con Shane Embury (ovvero Hongo) alla chitarra, alla batteria, con lo pseudonimo di Grenudo, Raymond Herrera che di lì a breve avrebbe vissuto qualche anno di gloria con i Fear Factory, insieme ad Asesino, ovvero Dino Cazares sempre alla chitarra, mentre al basso Guero sin Fe era l’insospettabile Billy Gould, già lanciatissimo all’epoca con i Faith No More. A raccontare le gesta dei Brujeria ci pensavano il messicano Juan Brujo (vero nome Juan Lepe e tutt’ora leader della band) e Pinche Peach, anche lui messicano, ai campionamenti e alla voce, unici membri non famosi nel panorama musicale. Accreditato nel disco come “director diabolico”, membro fondatore della band e presente alla voce sul primo demo dei Brujeria “Demoniaco!“, troviamo niente meno che Jello Biafra dei Dead Kennedys. A completare questa strampalata line up del disco di debutto troviamo a voce e basso Fantasma, ovvero il DJ radiofonico americano Pat Hoed.

I Brujeria non si sono mai realmente sciolti, anche se hanno subito, per gli impegni dei vari musicisti coinvolti diversi stop. Visto il clamore del primo disco, il secondo lavoro non si è fatto attendere e nel 1995 è uscito “Raza Odiata“, seguito nel 2000 da “Brujerizmo“. Negli ultimi anni la band ha iniziato ad esibirsi dal vivo ed è finita su palchi prestigiosi come quello del Wacken Open Air, mentre l’ultima fatica discografica è datata 2016 ed è intitolata “Pocho Aztlan“. Negli anni, la line up ha subito vari cambiamenti e tra i vari musicisti che si sono succeduti in questa che più che una band sembra una crew hip hop, merita una menzione anche El Cynico, ovvero Jeff Walker voce e basso dei Carcass.

 

 

Gli anni 90 sono stati, tra le altre cose, gli anni della contaminazione tra il metal e la musica elettronica, con l’esplosione dell’industrial metal. Seppur con progetti minori, Shane Embury ha dragato anche questi fondali con alcune band (una ovviamente non bastava). La prima sono i Malformed Earthborn all’opera tra il 1992 e il 1995 e con all’attivo un unico album, “Defiance Of The Ugly By The Merely Repulsive“, in cui Embury ha unito le forze con Dan Lilker, leggenda vivente del grindcore americano con i Brutal Truth, ma anche nei thrashers Nuclear Assault, nonchè nella formazione del debutto degli Anthrax.  Il genere proposto viene definito industrial sludge techno weird core, dark, apocaliptical electronic moody music, insomma un pastone che rimanda ai Ministry più malati e a tutto quel filone che negli anni 90 descriveva scenari apocalittici cyberpunk. Sicuramente la band più techno ed estrema tra i progetti industrial di Embury.

Più abbordabili risultano invece i Blood From The Soul, una band che fonde l’hardcore con l’industrial, per un risultato che rimanda a band come Killing Joke, Helmet White Zombie. L’unico loro disco è “To Spite The Gland That Breeds” pubblicato da Earache nel 1993 e vede protagonisti Shane Embury che suona tutti gli strumenti e il cantante dei Sick Of It AllLou Koller. La band è rimasta in stand by a lungo, ma non si è mai del tutto sciolta; stando a quanto riportato dalla pagina Facebook del gruppo, ci sarebbero piani il futuro con il coinvolgimento del leader dei giapponesi Sigh, Mirai Kawashima. Staremo a vedere.

 

 

Un’altra divagazione industrial nasce invece dalla collaborazione con Mitch Harris, chitarrista dei Napalm Death dal 1989, e sfocia nei Meathook Seed, che hanno all’attivo due lavori: “Embedded“, anche questo, pubblicato da Earache nel 1993 (qui trovate una intervista dell’epoca alla band per la storica trasmissione di MTV Headbanger’s Ball), dove non è ancora presente Embury se non alla voce nella traccia conclusiva “Sea Of Tranquillity“, ma troviamo Donald Tardy e Trevor Peres degli Obituary,e “B.I.B.L.E. (Basic Instructions Before Leaving Earth)” del 1999 dove compare Shane al basso e ai campionamenti e dove la componente metal lascia spazio a sonorità più rock e melodiche soprattutto per quello che riguarda la componente vocale.

 

Le formazioni appena viste sicuramente si allontanano dai classici standard del death metal/grindcore, ma mantengono un approccio piuttosto estremo o comunque metal (fatta eccezione per il secondo disco dei Meathook Seed). Invece i Little Giant Drug sono la band che non ti aspetti: un gruppo di alternative rock con influenze industrial, con richiami a gruppi come Helmet, Filter e Stabbing Westward. Una band che trasuda anni 90 da ogni poro insomma. I Little Giant Drug nascono nuovamente sull’asse Embury/Harris e hanno prodotto un unico album “Prismcast” uscito nel 1999 per Org Records.

 

 

Ritorniamo a sonorità più “classiche” con i Lock Up, band di death grind fondata dallo stesso Embury alla fine dello scorso millennio insieme a Nicholas Barker, ex batterista anche dei Cradle Of Filth e dei Dimmu Borgir, nonchè attuale batterista dei Brujeria, al compianto Jesse Pintado (storico chitarrista dei Napalm Death) e a Peter Tagtren alla voce, leader degli Hypocrisy e guru dello swedish sound con il suo studio di registrazione The Abyss. Soprattutto i riffs di chitarra rimandano al death svedese, grande aggressività ma anche un certo groove e un gusto melodico caratteristici.

 

 

Anche per i Lock Up i cambi di line up sono stati vari, soprattutto dietro al microfono dove si sono avvicendati prima Tomas “Tompa” Lindberg, che con i suoi At The Gates ha contribuito a fare la storia del death metal svedese (sponda Goteborg), poi Kevin Sharp, già cantante dei Brutal Truth. La band ha, ad oggi all’attivo, quattro album, di cui l’ultimo, “Demonization” è uscito nel 2017 su Listenable Records; con l’ingresso di Sharp in formazione il sound ha virato più su un classico grindcore, sempre molto efficace, ma con meno groove rispetto agli esordi.

 

 

Ritroviamo Shane Embury e Kevin Sharp insieme in un altro side project, i  Venomous Concept, band che ebbi la fortuna di vedere live nella mia città (Genova) qualche anno fa. La band nasce nel 2003 e conta tre full length all’attivo. Siamo di fronte ad un gruppo nato a metà tra Brutal Truth (con Kevin Sharp e Dan Lilker che arriverà in un secondo tempo) e Napalm Death (con Shane Embury e Dany Herrera, succeduto ad Harris alla batteria) e che suona un hardcore/crust/punk marcio e grezzo. Sul debutto della band “Retroactive Abortion” troviamo alla chitarra un altro musicista che meriterebbe uno speciale a sè, ovvero Buzz Osborne dei Melvins il quale verrà sostituito dal già citato Lilker a partire dal secondo album, “Poisoned Apple” datato 2008 (“costringendo” Shane Embury a passare alla chitarra).

 

 

L’ultima fatica discografica dei nostri, “Kick Me Silly – VC III“,  è del 2016 ed è stata pubblicata da Season Of Mist.

 

 

Nel 2004 nasce un’altra band che vede Embury al basso. Si tratta degli Insidious Disease, progetto di Silenoz dei Dimmu Borgir e di Marc Grewe dei Morgoth, che hanno fino ad ora pubblicato un unico lavoro nel 2010, ovvero “Shadowcast” niente meno che per Century Media. Si tratta di un death metal abbastanza ordinario, seppur ottimamente suonato e prodotto, con qualche sfumatura black, a tematiche gore per un risultato finale comunque abbastanza scontato.

 

 

Poteva mancare il progetto heavy metal? Diamine, no! E allora ecco gli Absolute Power un classico gruppo di quella che un tempo sarebbe stata definita New Wave Of British Heavy Metal. Absolute Power risultano attivi dal 2006, ma hanno sin qui pubblicato solo un disco omonimo via FETO Records (dello stesso Embury) nel 2011. Al fianco di Shane troviamo di nuovo Mitch Harris e l’ex batterista dei Benediction, Ian Treacy. Purtroppo si trova veramente molto poco in rete se non questa versione di “Hole In The Sky” dei Black Sabbath.

 

 

Non fanno invece prigionieri i Bent Sea, band fondata nel 2011 e in cui oltre ad Embury al basso, troviamo alla voce Sven de Caluwé dei death-grinders belgi Aborted e Dirk Verbeuren alla batteria (già in Soilwork, Aborted solo per citare due delle band in cui milita o ha militato).  In puro stile grindcore, la band ha sin qui pubblicato solo un EP e ben tre spilt album.

 

 

Tra un tour dei Napalm Death, un disco con i Lock Up e iniziare a pensare ad nuovo album dei Brujeria, Embury ha ben pensato di reclutare altri tre musicisti semi sconosciuti in giro per il mondo (tra cui una cantante) per fondare gli Hicks Kinison e regalarci una bella scorribanda tra il grind e l’hardcore con l’album di debutto “Devour Their Hearts“, uscito nel 2015 solo in formato vinile per l’etichetta italiana Night Of The Vinyl Dead. La discografia della band è, al momento, completata dallo spilt con i Corrupt Moral Altar uscito nel 2016.

 

 

Progetto più “mainstream”, uscito per Season Of Mist, sono invece i Menace, dove al basso, sotto le mentite spoglie di Erebus troviamo Embury, oltre a Frédéric Leclercq dei Dragonforce (i due si sono divisi sostanzialmente le tracce dell’album). L’unico lavoro prodotto dalla band fin qui è il disco “Impact Velocity” del 2014. Con un doppio carpiato, cambiamo radicalmente genere e ci troviamo di fronte ad un album di hard rock/metal progressivo per quello che è in buona sostanza il progetto solista di Mitch Harris. Agli archi troviamo il polistrumentista italiano, nonchè fondatore di Bologna Violenta, Nicola Manzan e un’ulteriore curiosità sta nel fatto che il progetto prevedeva inizialmente la collaborazione con Max Cavalera dei Soulfly e Brann Dailor dei Mastodon (di cui infatti si sente pesantemente l’influenza) andata in fumo per i troppi impegni che vedevano coinvolti i suddetti musicisti.

Disco non immediato, ma con buoni spunti, dalla produzione cristallina e molto promosso dall’etichetta Season Of Mist, anche grazie ad una serie di videoclip animati in stile Tool.

 

 

War of the Second Dragon è invece una band grindcore, di quelle senza fronzoli e che non fanno prigionieri. Nato come collaborazione con altri musicisti britannici della scena (tra cui John Cooke, oggi anche nella line up dei Venomous Concept), il gruppo ha sin qui pubblicato, nel 2013, solo uno split in formato vinile 7″ insieme agli australiani Captain Cleanoff.

 

 

Una collaborazione abbastanza estemporanea di Embury è stata quella con i Liquid Graveyard, band che ruota attorno alla figura John Walker dei Cancer  e sua moglie Raquel Walker (alla batteria troviamo il prezzemolino Nicholas Barker). Liquid Graveyard suonano un death/thrash metal oscuro e atmosferico non dissimile dai Cancer stessi ed hanno prodotto tre album, di cui l’ultimo e interessante “By Nature So Perverse” vede al basso Embury ed è uscito via Sleaszy Rider Records nel 2016.

 

 

Non pago di un’attività da musicista piuttosto intensa, Shane Embury ha fondato anche due etichette discografiche: la già citata, FETO Records, nel 2006, insieme a Mick Kenney degli Anaal Nathrakh, e la più recente Extrinsic Recordings che ci porta all’ultimo progetto di Embury, in ordine di tempo, ovvero i Born To Murder The World, di cui vi abbiamo parlato qui e che pubblicheranno l’album di esordio il prossimo 24 agosto proprio per Extrinsic.

 

 

 

 

 

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: