Bill Rieflin, industrial, prog e pop. La carriera di un grande batterista.

La morte di William “Bill” Rieflin a 59 anni a causa del cancro ci da tristemente modo di riguardare la carriera di un artista poco citato ma che ha attraversato quattro decenni di musica ad altissimo livello saltando con coerenza da un progetto all’altro. Molti lo ricordano per il suo lavoro nei Ministry, chi nei King Crimson, chi nei R.E.M., chi negli Swans. In questo articolo ne ripercorriamo la carriera musicale comprese le collaborazioni e i side project.



GLI ESORDI PUNK NEW WAVE

William Frederick Rieflin nacque a Seattle il 29 Settembre 1960. A quindici anni suonò nei The Telepaths, formazione proto-punk che nel 1978 pubblicò il singolo “Frozen Darling / Must I Perform”. Nel 1979 formò i The Blackouts assieme al chitarrista cantante Erich Werner e al bassista Mike Davidson. Poco dopo si unì a loro il sassofonista Roland Barker. La band fu una delle prime a muoversi nel nascente circuito punk di Seattle, come testimoniato dalla compilation “Seattle Syndrome – Volume One” (leggi anche: “La storia del Seattle Sound attraverso le Compilation“).

The Blackouts suonavano una sorta di new wave/post punk piuttosto ritmico e vagamente dub e abbandoneranno la città natale a favore di Boston e poi di Chicago, ai tempi metropoli decisamente più stimolanti e più ricettive verso il loro sound. The Blackouts pubblicarono 3 singoli in 5 anni, l’ultimo dei quali prodotto da Al Jourgensen e pubblicato dalla seminale Wax Trax! di Chicago. Tutti i brani della band sono raccolti nella compilation “History In Reverse” pubblicata nel 2004 da K Records.

Dallo scioglimento dei Blackouts i membri si inseriranno in due band: Ministry (Paul, Bill, Roland) e Toiling Midgets (Erich, ma solo nel 1992). I Toiling Midgets nacquero dalla scissione dei Negative Trend che contribuì a formare i Flipper. Ma questa è un’altra storia (leggi anche: Anti-Hardcore 1982-1986).



LA RIVOLUZIONE INDUSTRIAL METAL

La prima collaborazione con Al Jourgensen fu con i Revolting Cocks nel singolo del 1986 “You Often Forget”, il secondo della loro carriera. I Revolting Cocks erano una delle molteplici collaborazioni di Al, in questo caso con i belgi Richard 23 (Front 242) e Luc van Acker. Richard abbandonò dopo poco sostituito da Chris Connelly e dagli ex Blackouts Paul e Bill. Con questa formazione i Revolting Cocks pubblicheranno “Live! You Goddamned Son of a Bitch” (1988), “Beers, Steers, and Queers” (1990), Linger Ficken’ Good (1993).

Nel 1988 i Ministry diedero alle stampe “The Land of Rape and Honey”, il disco che segna la svolta “metal” dopo gli esordi “electro-pop” e l’ingresso in formazione di Bill alla batteria e ai synth. E’ l’inizio di un nuovo modo di suonare pesante che influenzerà decine di band negli anni 90 (Marilyn Manson, Nine Inch Nails, Fear Factory, per citarne giusto una manciata).

Ad aiutarne la diffusione del disco ci pensò il singolo “Stigmata”:

Bill se ne andò dai Ministry nel 1996 dopo le session di “Filth Pig” del 1995. Lo troviamo quindi anche in “The Mind Is a Terrible Thing to Taste” (1989) e “Psalm 69: The Way to Succeed and the Way to Suck Eggs” (1992), considerabili senza ombra di dubbio l’apice artistico dei Ministry e tra gli album più belli degli anni 90.

Nel 1990 partecipò ad un’altra collaborazione di Jourgensen: i Lard con Jello Biafra dei Dead Kennedys. Il suo contributo si limitò ai brani “Forkboy” e “Mate Spawn & Die” presenti nel disco del 1990 “The Last Temptation Of Reid” ma il suo peso si farà più rilevante in “Pure Chewing Satisfaction” del 1997 dove suonerà in metà disco.

Con il crescendo di interesse verso il giro “industrial metal” aumentarono i progetti paralleli: i Pigface sono formati dallo straordinario batterista Martin Atkins (PIL) che via via si circondava di decine di ospiti. In “Point Blank”, presente nell’esordio “Pug” (1990) troviamo Steve Albini alla chitarra e Bill al basso, nel resto del disco spuntano qua e là Trent Reznor, Nivek Ogre, David Yow, Chris Connelly. Nel secondo “Welcome To Mexico…Asshole” (1991) la band divenne più coesa e vide la presenza fissa di Bill, mentre nei successivi tornerà ad essere un progetto aperto con il solo Martin al comando.

Durante gli anni “industrial metal” venne cementata l’amicizia con Chris Connelly, praticamente presente in ogni disco suonato fino ad allora, e assieme realizzarono l’album “Shipwreck” (1994) a nome Chris e “Largo” (2000), accreditato ad entrambi.



Grazie allo straordinario talento tecnico iniziarono a fioccare le richieste come session man ma contemporaneamente William preferisce mettersi al sicuro diventando collaboratore fisso dei KMFDM con cui lavorerà dal 1995 al 2002 in veste di batterista, smanettone di elettronica e bassista. La band tedesca capitanata da Sascha Konietzko, ai tempi al picco del successo e trasferitasi a Seattle, ebbe un lampo di visibilità grazie alla musica contenuta nella colonna sonora di Mortal Kombat. I contributi di Bill sono contenuti in “Nihil” (1995), “Xtort” (1996), “Symbols” (1997), “Adios” (1999), “Attak” (2002), “”WWIII” (2003), dischi consigliabili strettamente al pubblico “industrial metal”. Assieme a Sascha e Tim Skold partecipò all’EP dell’ex Bauhaus Peter Murphy “Recall” (1998).

Rimanendo in casa WaxTrax nel 1999 lo troviamo a destreggiarsi tra pianoforte e batteria nel secondo disco dei Chainsuck “Kindly Stop For Me”. E poteva mancare la chiamata alla corte di coloro che portarono l’industrial rock al successo, ovvero i Nine Inch Nails? Nel complesso e vasto “The Fragile” (1999) Trent Reznor utilizza i suoi servigi nel brano “La Mer”. Nel disco troviamo anche il chitarrista Adrian Belew, del giro King Crimson/Frank Zappa.



KING CRIMSON FAMILY

La prima partecipazione nel mondo progressive rock la si deve al progetto Ten Seconds del 1996 a cui partecipa anche Robert Fripp dei King Crimson. I due si incontrano in una manciata di brani: “RealSide”, “The Last Three Minutes”, “Can’t Hold Back The Dawn”.

Tre anni dopo Fripp e Rieflin incroceranno nuovamente le strade con l’album “The Repercussions Of Angelic Behavior” con Trey Gunn alla Warr Guitar. E’ un disco sperimentale, ricco di suoni e groove, ben lontano dall’oscurità industriale in cui Bill era ancora immerso.

Nel 2005 fonda lo Slow Music Project in cui personaggi apparentemente distanti fra loro (ma legati proprio da Rieflin) come Peter Buck, Robert Fripp, Matt Chamberlin, Hector Zazou si ritrovano a jammare dal vivo.



The Hellboys sono un progetto per lo più acustico del giro King Crimson formato da Tom Redmond dove nel secondo disco del 2008 “A Young Person’s Guide To Hell” troviamo Fripp, Levin e altri allievi della scuola Crimsoniana. A suonare le percussioni troviamo William.

Nel 2009 la buffa collaborazione fra The Humans (ovvero William, Chris Wong e la cantante Toyah) e Robert Fripp genera il singolo “pop” “This Boots Are Made For Walkin” in origine di Nancy Sinatra e l’album “Sugar Rush” (2010). Un curioso divertissement pop/prog.

Dal 2013 diventa membro dei King Crimson con cui avrà un rapporto saltuario, prima come batterista poi come tastierista. Il suo lavoro può essere apprezzato nei dischi live “Live At The Orpheum” (2015), “Live In Toronto” (2016), “Radical Action to Unseat the Hold of Monkey Mind” (2016), “Live In Chicago” (2017), “Meltdown: Live in Mexico City” (i primi come batterista, gli ultimi due come tastierista).



FASE R.E.M.

La tentacolare carriera di William per alcuni sarà sorprendente ma segue una sua logica fatta di collegamenti, amicizie, nuovi interessi: d’altra parte i batteristi sono abituati ad avere gli arti indipendenti e a ragionare su tempi diversi e complessi. Almeno quelli bravi, categoria di cui William fa sicuramente parte. L’abbiamo visto con cattivissimi metallari, con eleganti progster e ora analizziamo il momento in cui si trovò a suonare con il gotha dell’alternative rock. Non dimentichiamo che la sua città natale è Seattle, da cui scappò ma che successivamente divenne la capitale del rock.

Come ben sappiamo, dopo la morte di Kurt Cobain Dave Grohl formò i fortunati Foo Fighters (se sei interessato qui la sua storia) mentre Chris Novoselic, dopo un po’ di titubanza, si fece vivo con gli improbabili Sweet 75. Alla voce la cantautrice venezuelana Yva Las Vegass e alla batteria il nostro William. Nel disco meno venduto della storia del grunge rock, uscito nel 1997 e mai più ristampato, troviamo anche la partecipazione di Peter Buck dei R.E.M. a smandolinare nel traditional “Cantos De Pilon”. Nel 1999 si fa vivo anche l’ex Soundgarden Chris Cornell con l’album “Euphoria Morning”, per tutto il disco accompagnato dagli Eleven e da batteristi intercambiabili. Nella struggente “Steel Rain” troviamo Rieflin.

Ci spostiamo nella vicina Portland, sede del progetto aperto Minus 5 fondato da Scott McCaughey (Tuatara, Young Fresh Fellows) con, tra gli altri, Ken Stringfellow, Peter Buck e, appunto, William presente nel terzo disco “In Rock” (2000).

Dopo essersi conosciuti con questo progetto Peter Buck lo chiamò come batterista dei R.E.M., per sostituire il dimissionario Bill Berry. William entrò nella band dopo “Reveal” (che fu suonato da Joey Waronker) e partecipò come batterista e polistrumenta ai dischi finali “Around the Sun” (2004), “Accelerate” (2008), “Collapse into Now” (2011). Certo, non i lavori migliori, ma penso che con quelli abbia sistemato parecchi conti oltre a suonare in palchi e luoghi che difficilmente rivedrà.

Nel 2006 Peter Buck, Scott McCaughey e Bill diventano la band di accompagnamento di Robyn Hitchcock con cui pubblicheranno tre dischi a nome Robyn Hitchcock & The Venus 3: “Olè Tarantula” (2006), “Goodnight Oslo” (2009) e “Propellor Time” (2010).

L’innamoramento di Peter non smise con lo scioglimento dei R.E.M. e se lo prese per i suoi dischi solista “Peter Buck” (2013), “I Am Back To Blow Your Mind Once Again” (2014), “Warzone Earth” (2015) e nel super gruppo Filthy Friends con Kurt Bloch (Fastbacks), Corin Tucker (Sleater Kinney) e Scott McCaughey in cui suonò nel primo disco “Invitation” (2017).

Per i completisti del giro Seattle segnalo la partecipazione al secondo disco degli Hater (progetto parallelo di Ben Shepherd e Matt Cameron dei Soundgarden) e in “Field Songs” di Mark Lanegan nel brano “One Way Street” oltre ad avere remixato “Rhinosaur” dei Soundgarden. Scavando un po’ più a fondo segnalo anche il primo disco dei The Tripwires, con membri del giro Young Fresh Fellows e Minus 5, a cui William ha prestato le bacchette a 3/4 del disco. Da non perdere il progetto Land con musicisti jazz dell’area tra cui Greg Gilmore (Mother Love Bone).



HONORARY SWAN

Tra il 1994 e il 1996 prestò i suoi servigi agli Swans con cui incise i due dischi “The Great Annihilator” (1994) e “Soundtracks For The Blind” (1996) e al disco solista di Gira “Drainland”.

Tornò alla corte dei newyorkesi nel 1998 con il disco di Gira a nome The Body Lovers / The Body Haters “Number One Of Three / 34:13” e degli Angels Of Light “New Mother” (1999). Sono dischi in cui William suona di tutto: percussioni, organi, mellotron, tastiere, pianoforti, basso, chitarra. Nel 2010 la reunion degli Swans incluse anche William, presente nei dischi ” My Father Will Guide Me Up A Rope To The Sky” (2010), “The Seer” (2012) , “To Be Kind” (2014), “The Glowing Man” (2016).



Altri Progetti

La ricca carriera di William Rieflin è fatta di decine di collaborazioni, alcune inaspettate come quella con Robbie Williams, altre più durature come con il cantautore Hector Zazou, altre solo di sfuggita (Matt Chamberlin, King Dude, Orenda Fink e Grant Lee Philipps).



Una carriera da musicista vero che accresce ancora di più il dolore di averlo perso così presto.

Redazione

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