I migliori album Alternative Metal usciti nel 1990 [N-P]

Negazione – 100% (Godhead)

Hardcore / Punk / Thrash Metal

I Negazione sono il simbolo dell’hardcore Italiano assieme a Raw Power, Indigesti, Wretched, Crash Box, Kina. La loro attitudine ha influenzato decine di band in tutto il mondo e ancora adesso da qualche parte in garage qualcuno sta suonando “hardcore all’italiana”. 100% però è un disco diverso. Segna il tentativo della band di costruire un progetto più “maturo” e complesso.

Per molti fu un tradimento, per quasi tutti fu uno shock: i Negazione abbandonarono il puro HC in favore di brani di ispirazione thrash e crossover, in più rallentarono i ritmi (questo è il disco con Neffa alla batteria) e arrontondarono i ritornelli. Guadagnarono un pubblico capellone che li applaudì volentieri al Monster Of Rock del 1991 assieme a AC/DC, Metallica, Pantera, Queensryche e Black Crowes. In più, nel 1993, venne ristampato in CD per la serie “Metal” dell’Armando Curcio Editori finendo per diventare un disco di culto fra i metallari italiani prendendosi la sua piccola rivincita sulla scena punk che non ha mai amato questo disco.



Neurosis – The Word As A Law (Lookout! Records)

Hardcore / Sludge / Metal

Dopo l’esordio per Boner Records “Pain Of Mind” (di cui parliamo in questo articolo) i Neurosis cambiano leggermente formazione: entrano Steve Von Till, che accompagnerà Scott Kelly alla voce e chitarra, e Simon McIlroy che si occuperà delle tastiere fino a “Enemy Of The Sun”.

Il sound di “The Word As Law” è uno strano mix fra hardcore, darkwave, noise rock e metal, qui ancora piuttosto ingenuo ma decisamente sanguigno. Curiosamente a pubblicare il disco sarà la Lookout, etichetta di Berkley diventata famosa per aver prodotto gli esordi di Green Day, Operation Ivy, Mr T Experience, The Donnas (ne parliamo qui) e decine di band punk rock. I Neurosis, assieme a Sleep, Earth, Melvins, Eyehategod, hanno reinventato il concetto di heavy metal underground.



Of Cabbages and Kings – Basic Pain Basic Pleasure (Triple X)

Noise Rock / Industrial

Algis Antanas Kizys e Carolyn Master hanno suonato nel disco di Glenn Branca “Symphony No.6” (1989), che includeva anche Page Hamilton degli Helmet. Algis era anche membro degli Swans, con cui suonerà fino a buona parte degli anni 90. Of Cabbages And Kings si formano a Chicago e nella prima line up includono anche il batterista Ted Parson di Swans e Prong. Le coordinate a questo punto dovrebbero essere abbastanza chiare: noise rock, new wave, no wave e metal. Le chitarre ovviamente hanno il sound sperimentale e noise da band newyorkese, la paranoia è quella degli Swans, così come molte soluzioni tribali. Ma il tutto viene suonato con una forte carica (non che Glenn Branca, Swans ed Helmet andassero leggeri) quasi vicino alla potenza industrial. La voce roca, poi, li avvicina a band pesanti come Tad e Hammerhead. “Basic Pain Basic Pleasure” è un lavoro di confine, troppo pesante per essere accettato fra gli sperimentatori colti, troppo stravagante per essere accettato fra i fan dell’headbanging. Ed è questo il loro forte: essere loro stessi, anche a rischio di non piacere a nessuno.



Paul Chain – Opera Decima (The World Of The End) (Minotauro)

Ambient / Experimental

Paul Chain era il chitarrista della primissima formazione dei Pesaresi Death SS, tra i primi ad ispirarsi ai Black Sabbath e anticipatori del fenomeno Doom Metal. Personaggio ambiguo, spesso spacciato per genio, ancora più spesso come portatore di jella e molte volte come cialtrone. Opera Decima è stato pubblicato dalla fedele Minotauro in doppio CD e triplo vinile ed è un album “ambient”, anzi lo definirei cinematico.

Essenzialmente è l’equivalente di una lunghissima colonna sonora di un film horror e probabilmente è il disco più sperimentale del Pesarese: il primo brano “Dogma” dura da solo 45 minuti! Un tempo un disco del genere sarebbe stato lanciato dalla finestra senza possibilità di riscatto, oggi che il metal ha dimostrato di flirtare molto bene con ambient, droni, psichedelia (Sunn O))), Bohren & Der Club Of Gore, Om, Earth su tutti) possiamo ascoltare album di questo tipo con mentalità molto più aperta.

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Pantera – Cowboys From Hell (Warner Bros)

Thrash Metal / Groove Metal

Dopo tre dischi “glam / hair metal” l’arrivo del cantante Phil Anselmo portò un nuovo slancio per i Pantera. Il primo disco con Anselmo, intitolato “Power Metal” sancì la nuova direzione verso un metal più grintoso. Ma fu con “Cowboys From Hell” che la band dei fratelli Abott trovò il proprio sound e cancellò dalle discografie i lavori precedenti, considerati dalla band stessa imbarazzanti (ma amati dai soliti bastian contrario).

CFH segna la nascita di un nuovo genere: il groove metal. Chitarre spesse e molto ritmiche, batteria sparata ma a suo modo melodica, basso ficcante e voce roca sono i nuovi ingredienti di questo genere che si narra ispirato dagli amici Exhorder. Ma al di là delle influenze e del sound sono le canzoni a vincere su tutto: prendiamo ad esempio “Cemetery Gates” a cavallo di heavy, power e thrash, Black Sabbath e ballate epiche, mostra una band in stato di grazia. Due anni dopo, il successivo “Vulgar Display Of Power” fece anche di meglio rendendo i Pantera la più importante band metal del decennio.



Pigmy Love Circus – Live (Triple X)

Alternative Rock / Metal

Noti ai più attenti per essere il side project di Danny Carey dei Tool in realtà in questo esordio dal vivo la batteria è suonata da Nate Winger. In più è talmente introvabile che neanche nelle piattaforme di streaming è possibile ascoltare qualcosa.

I Pigmy Love Circus erano una band che si dava da fare nell’underground di Los Angeles suonando uno sbilenco hard/metal caciarone che ricorda quello dei Green Jelly (che esordirono l’anno prima, anche loro con un live), ovvero suonato con attitudine dissacratoria punk. Proveniendo da Los Angeles il loro stile è praticamente quello di una anti-glam band.

Primus ‎– Frizzle Fry (Caroline Records)

Funk Metal / Alternative Rock

Se siete coloro che odiano lo “slap” in quanto tecnica bassistica probabilmente state leggendo questo articolo per farvi del male dato che è l’elemento base di almeno un terzo della lista! E con i Primus avrete la vostra punizione definitiva. La band è una delle poche che si possono definire “bass-driven” ovvero basate sul sound e sui riff di basso di Les Claypool, vero e proprio virtuoso dello strumento.

Non solo slap ma tapping, sestine e assoli fanno dei Primus un caso più unico che raro. Certo, nel funk è cosa normale ma nell’ambito “heavy” è una vera e propria rarità. Les comanda le danze ma non sono da sottovalutare i groove di Tim Alexander (batteria) e gli assoli stralunati di Larry LaLonde (chitarra, precedentemente nei Possessed). Insieme formano un mix di funky, rock, metal, prog e psichedelia con testi assurdi e vocina da cartone animato. Frizzle Fry è il vero e proprio esordio in studio (dopo il live “Suck On This”) e il primo di una lunga serie di dischi imperdibili.



Prong – Beg To Differ (Epic)

Thrash Metal / Groove Metal 

Basterebbe la copertina di Pushead (artista che ha lavorato per decine di band hardcore e thrash negli anni 80) per amare questo disco. Ma “Beg To Differ”, terzo album dei Prong, è ovviamente di più. I Newyorkesi dopo un paio di buone prove realizzano il primo grande lavoro fatto di thrash metal, hardcore, tempi stravaganti e riff “groove”.

Canzoni sbilenche ma orecchiabili, capaci di anticipare buona parte di quello che ascolteremo negli anni 90. Ai tempi Mtv usò “For Dear Life” come sigla del programma metal “Headbanger’s Ball”

Psychefunkapus – Psychefunkapus

Atlantic

Funk Rock / Metal

Il nome di questa band di San Francisco spiega per bene le coordinate sonore: il loro disco d’esordio omonimo è infatti un mescolone di rock, metal, funk, ska, reggae piuttosto piacevole. Nel 1990 questo genere non era ancora inflazionatissimo per cui gli perdoniamo qualche ingenuità e un piatto talmente ricco da rischiare l’indigestione. Il brano di apertura “We Are The Young” merita di essere in ogni compilation crossover/funk che si rispetti.

Psychefunkapus pubblicheranno ancora un disco nel 1991 per poi sciogliersi nel silenzio generale.



Psychotic Waltz ‎– A Social Grace (Sub-Sonic)

Thrash Metal / Progressive

Fates Warning, Queensrÿche, Watch Tower e Voïvod sono i quattro pilastri su cui si basa il progressive metal. Sieges Even, Coroner, Mekon Delta, Pestilence, Atheist i primi che estremizzarono il concetto.

Gli Psychotic Waltz ne riassumo tutte le caratteristiche, autoproducendosi l’esordio “A Social Grace”, vero e proprio culto per gli ascoltatori più “open mind” che non si fanno spaventare da voci acute, stacchi deliranti, strutture impervie. E dalla storia sfortunata della band che vede il chitarrista in sedia a rotelle, un tecnico luci infortunato (che ovviamente fece causa al gruppo) e fallimenti di etichette varie. La loro musica non è pacchianamente kitsch come i Dream Theater, nè inutilmente cervellotica come i Sieges Even, nè popolare come i Queensryche. C’è tanta passione (e pure momenti anni 70) e una personalità spiccata.



Redazione

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